Dune

 © Angela Prati – MOSAIC

Non per nulla lo chiamano la Nave del Deserto, il dromedario: quando si muove ondeggia, quando avanza beccheggia, solca le dune e prosegue inarrestabile in questa grande luce che non riesce a riempire il silenzio.

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Il Sogno Arabo che ami tu

Credevo di arrivare al bivacco Xaluca, mi sono trovata in un sogno. All’imbrunire le jeep mi hanno scaricata al limitare di un compatto agglomerato di tende, annidato fra le dune. E subito è cominciato il canto di benvenuto dei giovani berberi dalle djellaba candide, ritmato da sonagli e tamburi; subito mi ha accolto l’aroma del fuoco nel grande braciere e il sorriso dei famigli con vassoi di datteri e tè alla menta. Letteralmente m’incanto quando, sollevato un pesante cortinaggio, mi trovo nel mio regno di una notte: una vasta tenda, ovattata di tappeti e luci soffuse, il lettone con cuscini e soffici coperte sotto un drappeggio di veli, la bella conca di ceramica con acqua corrente, e poi la doccia e tutto quanto occorre a una toilette all’insegna di privacy e comfort. Manca un principe arabo (o una donzella velata, a seconda dei casi) e sarebbe perfetto! Intorno al fuoco, il canto ora vibra veloce, ora si smorza nelle melodie che accompagnano la cena. Sono servita di tutto punto alla tavola imbandita con eleganza: zuppa di verdura, tajine di montone alle prugne, couscous, dolcetti al miele e ottimo vino marocchino. Dopo, nonostante il freddo, resto abbacinata col naso all’insù a contare le stelle, abbracciata alla borsa dell’acqua calda, provvidenziale amica della notte. Mi sveglio alle 5 – sono la prima del gruppo – in attesa di partire a dromedario e cogliere il primo raggio di sole sulle dune. Ed è allora che scocca in un istante il vero sogno. L’accampamento è immobile sotto la luna, brillano le braci nella cenere, qualcuno intona sottovoce una nenia dolcissima. Il cielo, ancora nero e stellato, si schiarisce a oriente di un bordo color perla sfumato di viola. Tre dromedari, in fila con i loro cammellieri, avanzano controluce in silenzio sulla grande duna. Sono i Re Magi in eterno cammino? Lacrime agli occhi.

© Maria Luisa Bonacchi – MOSAIC