Le tracce del passato. Remoto.

«Mi passi per favore quel piatto con le trilobiti? Guarda è proprio dietro al vassoio con gli ammoniti, sul tavolo con gli ortocerati…». Sembra arabo? Quasi, per chi non è un paleontologo. Se, invece, vi state chiedendo cosa ci facciano gli artropodi insieme con i cefalopodi siete già un passo avanti, ma non potete sicuramente immaginare il contesto generale. Siamo a Erfoud, solare centro del Marocco del Sud, regno incontrastato dei fossili del periodo Devoniano (circa a metà Paleozoico, come tutti ben sanno), una cosuccia come 400 milioni di anni fa, secolo più, secolo meno. Qui il fossile, plasmato, modellato, scalpellato con perizia e amore, diventa complemento d’arredo, non certo un mero soprammobile. Mi spiego. Da questa terra si estraggono interi blocchi di marmo pregiato, che contengono decine, centinaia di conchiglie preistoriche, i quali vengono sapientemente e pazientemente lavorati, fino a diventare tavoli, lavandini, fontane addirittura. Il materiale è fantastico. Certo, non è per tutti i gusti, e ad alcuni può sembrare strano trovare in un giardino – che so, toscano – un tavolo da esterno pieno di pesci pietrificati, ma è indubbiamente molto interessante. Ed è anche un’opportunità di business. Se, infatti, qui ci sono cavatori e artigiani abilissimi, si cerca chi sappia dare una forma artistica alle loro idee e alla materia. I tedeschi hanno già iniziato a tendere le mani verso questa produzione, commissionando pezzi di arredo pubblico. E noi italiani non possiamo farci avanti? Designer avvisato…

© Raffaella Piovan / MOSAIC

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